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20 Settembre 2013 e' NATA la A.S.D. GHIRI SPORT RECCO!!! contact. FB Luigi Massone






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Triathlon Recco 2010 (articolo pubblicato su www.levantenews.it)
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Gara di Triathlon città di Recco.


 


Scatta il 26 Settembre 2010 con partenza alle ore 12.30 la Quinta edizione della gara Triathlon città di Recco organizzata dall'associazione sportiva Triathlon Genova.


La gara sarà un Triathlon Olimpico Age Group suddiviso in tre frazioni: 1500 m. nuoto, 40 km. bicicletta e 10 km. di corsa resa particolarmente dura dalle numerose salite e “sali-scendi” che caratterizzano le frazioni di bicicletta e corsa.


Come le scorse edizioni alla gara prenderanno parte molti Triatleti di varie società sportive e già si superano i 400 iscritti che si sfideranno sulle tre specialità.


Nella splendida cornice del Golfo Paradiso gli atleti si confronteranno per la prima prova di nuoto su di una distanza di 1500 metri nello specchio di mare antistante Recco dove quasi sicuramente troveranno un mare leggermente mosso. Finita la prima frazione e dopo aver effettuato il passaggio in zona cambio la strada si farà subito dura in bicicletta grazie alla salita di 9 km che porta a Uscio. Un percorso veramente impegnativo dove chi avrà “la gamba” cercherà di cogliere l'occasione per guadagnare terreno nei confronti degli avversari. Proseguendo per Gattorna e risalendo da Panesi/Lumarzo si farà ritorno a Recco nella zona cambio dove i nostri triatleti dovranno essere abili a calarsi più velocemente possibile nei panni da podista ed affrontare gli ultimi 10 km di corsa. Come terza ed ultima prova ci sarà un percorso veramente ostico fatto da “sali-scendi” nella zona di Megli aggravato dalle energie spese nelle due frazioni precedenti.


L'arrivo dei primi atleti è previsto alle ore 15.00 e speriamo che siano alcuni dei nostri atleti liguri.


In questa edizione 2010 ci saranno alcuni degli atleti allenati da Luigi Massone Personal Trainer di Recco tra cui il giovane promettente Giorgio Cotti ed il plurimedagliato Carlo Gandolfo fresco del 2° posto conseguito ai campionati italiani a Treviso.


Sotto la sua guida, entrambi gli atleti di casa, punteranno ad arrivare tra i primi assoluti e nelle rispettive categorie confermandosi sempre tra i migliori coronando una stagione ricca di gare, allenamenti e test ai quali vengono periodicamente sottoposti dal loro preparatore.


 


Per chi fosse interessato a mettersi in contatto con Luigi Massone può visitare il suo sito http://www.genovapersonaltrainer.com oppure scrivere a info@genovapersonaltrainer.com per ricevere delucidazioni sulla sua attività.


 


“Punta un obiettivo e prova a raggiungerlo consapevole di dover dare il massimo!”


 


Luigi Massone
Personal Trainer



 
 
La preparazione mentale nello sport e non solo...
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"La preparazione mentale è fondamentale in tutti gli sport. Solo con un giusto approccio mentale si riesce ad ANDARE OLTRE"

Gianluca Genoni, recordman mondiale di apnea.

IL MENTAL TRAINING
è un insieme di tecniche volte a migliorare la performance agonistica.
Molti atleti di alto livello le usano per gestire:

stress pre-gara
aumentare la concentrazione
 incrementare la prestazione agonistica

Modalità:

-incontro con l'atleta o Società Sportiva per chiarire gli obiettivi
-valutazione dell'atleta attraverso un'analisi grafologica
-realizzazione di un programma individualizzato centrato sull'atleta

Luogo: gli incontri si svolgono sia nel setting dell'atleta (palestra, campo, piscina, ecc.) sia a "secco" in studio.

Chi è un MENTAL TRAINER?

Il Mental Trainer è un allenatore mentale. Aiuta l'atleta ad individuare gli obiettivi da raggiungere, a gestire situazioni di difficoltà legate all'ansia o allo stress, ad aumentare la fiducia e la concentrazione in gara.

Valentina Scimone
Mental Trainer

n.b. Per informazioni o per appuntamenti con la Dott.ssa Scimone contattatemi pure e sarà un piacere mettervi in contatto con lei. 
Per chi interessato verrano organizzati da Settembre degli incontri nel mio studio per affrontare meglio questo difficile argomento riguardante il miglioramento della performance

Luigi Massone



 
 
Valuta la tua qualità muscolare
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Questo articolo è stato pubblicato su

MIT SYSTEM: TEST DEI 30 MINUTI
- Impariamo a valutarci -



"CiÒ CHE HO MISURATO… È…
IL RESTO È UN'OPINIONE!"
(I.S.S.A. Italia)

In tutti gli sport vengono eseguiti periodicamente test per misurare le qualità muscolari specifiche richieste dal gesto sportivo, perché da sempre preparatori atletici e medici testano la condizione degli atleti per poter trarre delle importanti informazione sugli allenamenti effettuati e da effettuare.
Negli sport di endurance (ciclismo, podismo, sci di fondo, ecc.) per esempio si eseguono vari test per il calcolo del VO2max (parametro che indica il consumo massimo d'ossigeno) e della soglia anaerobica, eseguiti in laboratorio o sul campo attraverso apparecchiature particolari.
Nello sport che interessa a noi, quello della costruzione muscolare, non esistono test da campo di facile esecuzione da poter utilizzare se non quello del carico massimale, però poco indicativo sul livello di ipertrofia muscolare. E allora come facciamo a vedere, oltre a guardarci allo specchio e a misurare la composizione corporea, se siamo sulla strada giusta?
E' indispensabile avere dei punti di riferimento che indichino chiaramente quello che sta succedendo.
I test da laboratorio richiedono attrezzature sofisticate e costose, e tante volte non rispecchiano nemmeno le reali condizione dell'atleta. Dai test alcuni atleti sono sopravalutati e altri sottovalutati, ma poi sul campo succede esattamente il contrario, quello che sulla carta era l'atleta con meno numeri, diventa l'atleta vincente. Bei test allora!
Per questo abbiamo bisogno di test più realistici e che diano subito un'importante informazione sullo stato di forma.
Mi sono sempre chiesto: "che test possiamo eseguire in palestra?" che ci dia tutte queste informazioni e rispecchi le caratteristiche del test affidabile, ripetibile e confrontabile nel tempo?
E' vero che negli sport ci sono test molto scientifici, ma nonostante ciò gli atleti hanno imparato ad autotestarsi per valutare lo stato di forma, lasciando da parte teorie e medici. Pensate solo ai ciclisti che per testare la propria condizione misurano i tempi per percorrere una salita di riferimento, e quando lo abbassano sanno di essere in forma, anche senza sapere qual è il loro VO2max o la loro potenza espressa in soglia! Niente di più semplice e di più veritiero.
Così dobbiamo fare anche noi!

Nelle palestre l'unico test che si esegue, e non sempre, è quello della forza massimale. Questo test è molto importante, ma se l'obiettivo primario non è l'incremento della forza massima, ma l'aumento di volume dei muscoli (ipertrofia muscolare) ci serve un altro modo per valutarlo, il test dei massimali non è significativo per valutare la forza ipertrofica.
La forza massima è una cosa, e se volete aumentarla dovete lavorare in maniera specifica per la forza, ma l'ipertrofia muscolare è tutt'altra cosa, va allenata con tecniche diverse e deve essere testata con test specifici.
Ma non esistono test specifici da campo che possono aiutarvi in questo, se non quello che vi proporrò adesso…Ma prima di questo vediamo cos'è l'ipertrofia muscolare e cosa si intende per Forza Ipertrofica.

Brevi cenni sull'ipertrofia muscolare
Tutti sappiamo che l'allenamento con sovraccarichi genere ipertrofia muscolare, ossia l'aumento del diametro delle fibre muscolari.
Si può parlare di ipertrofia temporanea e di ipertrofia permanente.

Ipertrofia temporanea: è quel gonfiore che si verifica al termine dell'allenamento con sovraccarichi, che dipende da un accumulo di fluidi (edema) negli spazi interstiziali e intracellulari del muscolo. Questo tipo di ipertrofia è di breve durata, infatti passata qualche ora dall'allenamento i fluidi ritornano nel sangue e il "pompaggio" scompare.
Ipertrofia permanente: è un aumento di dimensione del muscolo che si verifica dopo un lungo periodo di allenamento con sovraccarichi e rispecchia modificazioni strutturali nel muscolo, determinate da un aumento di dimensione delle fibre muscolari esistenti (ipertrofia) e/o da un aumento di numero di fibre muscolari (iperplasia) (Wilmore e Costill, 2005).
Le teorie che spiegano questo fenomeno non sono ancora del tutto ben chiare, ma si pensa che il fenomeno dell'ipertrofia muscolare sia multifattoriale e comprenda:

- aumento delle proteine contrattili di base: le miofibrille;
- aumento del numero di filamenti di actina e di miosina;
- accrescimento ed ispessimento dei tessuti connettivi, tendinei e legamentosi;
- aumento del liquido sarcoplasmatico, dato da una maggior vascolarizzazione dei tessuti; (Cometti, 1998)
- iperplasia muscolare, ovvero l'aumento del numero di fibre, fenomeno che da sempre crea molte discussioni, ma che ultimamente è stato verificato anche nella fisiologia umana.

Ogni allenamento, qualsiasi tecnica userete agirà su questi fattori, determinando l'aumento più o meno marcato dei vostri muscoli.
I principi fisiologici su cui si basano gli allenamenti nel Body Building sono proprio questi, e infatti l'obiettivo degli allenamenti prettamente ipertrofici (superset, triset, stripping, rest pause, set 21, EDT, ecc…) è ricercare la massima deplezione delle sostanze energetiche e proteiche della fibra muscolare in modo da poter attuare, attraverso la supercompensazione, una ricostruzione maggiore del patrimonio energetico-muscolare, determinando un accrescimento dei volumi muscolari.
Secondo i maggiori autori, se il lavoro è dedicato all'ipertrofia muscolare il numero di ripetizioni sarà compreso tra le 12-6 ripetizioni (70-85% di 1 RM) (Bompa, 2000), il numero di ripetizioni ottimale avrà un picco intorno alle 10 ripetizioni, con velocità di esecuzione variabile (lenta, moderata, veloce) e con una frequenza (sessioni a settimana) tra le 4 e le 6 (Kraemer, 2002). A questo range di lavoro si avranno degli ottimi incrementi ipertrofici, un buon utilizzo di fibre FT IIa (gli colitiche-ossidative) e FT IIb (gli colitiche) e una buona attivazione neurale.
Per curiosità, uno studio indica che l'allenamento eccentrico permetterebbe di massimizzare l'aumento dell'area della sezione traversa della fibra muscolare. Questa ricerca ha testato due gruppi nel quale il primo si allenava esclusivamente con contrazioni eccentriche e l'altro con sole contrazioni concentriche. Dopo 36 settimane coloro che seguivano l'allenamento eccentrico riportarono oltre che un maggiore aumento della forza, anche un netto incremento dell'area delle fibre di tipo FT (fibre veloci), circa 10 volte superiore all'altro gruppo. Ma visto l'intensità, i rischi e le complicanze degli allenamenti eccentrici, la soluzione di dedicarsi sono a queste contrazioni rimane una soluzione impossibile e adatta solo a scopi di ricerca (Dudley- Tesch, 1991).

Che cos'è la Forza Ipertrofica
Un aspetto importante quando si parla della forza e la sua relazione con la velocità di accorciamento del muscolo, infatti molti autori trattano di questa relazione attraverso formule e grafici di riferimento.
Già Hill, nel 1938, descrive questa relazione forza-velocità ritrovabile in un muscolo isolato con il seguente grafico (curva di Hill)

Altri autori (Brue, 1985; Sargeant, 1981; Peres, 1992; Driss, 1998; Biscotti, 1997,1998,1999) hanno preso in esame questa relazione Forza-Velocità nel corso di un movimento naturale descrivendo una relazione lineare anzichè iperbolica come quella di Hill
Questi grafici vengono utilizzati per descrivere la potenza muscolare (P=F x v) e le varie sfumature della forza al variare della velocità.
Percorrendo dall'alto verso il bassa ambedue i grafici è possibile determinare le varie espressioni di forza:

- Forza Massimale Isometrica,
- Forza Dinamica Massimale,
- Forza Ipertrofica,
- Forza Esplosiva,
- Forza Veloce o Rapida,
- Resistenza alla Forza,
- Forza Resistente
- Resistenza alla Forza Veloce

Quello che interessa a noi è capire che la forza ipertrofica viene definita come quella forza che interviene al 70-80% del valore di forza dinamica massima, e rappresenta quel carico in cui si ottengono i maggior guadagni d'ipertrofia muscolare.
Questo valore è molto importante è indicherà il carico con cui eseguiremo il test per la forza ipertrofica.


Test di Forza Ipertrofica: esecuzione
Il test rappresenta un modo facile e pratico per valutare le capacità di lavorare nel range ottimale per l'ipertrofia muscolare, fissato al 70% del carico massimale (70 RM).
Il momento più opportuno per svolgerlo è nella settimana seguente quella di scarico, dove avrete recuperato il periodo di carico e sarete nella condizione di massima forma.
Dedicherei a questo test una settimana e lavorerei su 3 al massimo 5 esercizi fondamentali. La scelta degli esercizi sarà influenzata dalle vostre preferenze, dai gruppi muscolari che volete maggiormente ipertrofizzare o dallo sport che praticate.
Il test è molto semplice è consiste nell'eseguire il maggior numero di ripetizioni possibile nei 30 minuti di lavoro. Quello che interessa è solo il numero di ripetizioni finali, la modalità con cui si eseguiranno sono a completa scelta del soggetto testato. Ognuno sceglierà la strategia che meglio si adatta al proprio corpo.
Quello che ho visto essere la scelta più seguita è stato quello di iniziare con un numero di ripetizioni basso, 3-5 ripetizioni, eseguire una pausa breve (circa 20--40 secondi) e continuare così fino al termine dei 30 minuti. E' normale con l'avanzare del tempo ridurre le ripetizioni, fino a giungere a colpi singoli nel tentativo di eseguire il maggior numero di ripetizioni.
Vi chiederete perché 30 minuti e non 10 o 20? Perché ritengo 30 minuti un tempo ideale di stress a cui sottoporre il complesso muscolare interessato per determinare ipertrofia, e vedrete come gli ultimi 10 minuti risulteranno significativi per l'andamento del test. Consiglio comunque di segnare anche le ripetizioni a 10 e 20 minuti per analizzare l'andamento delle ripetizioni nel tempo, che potrebbero essere significative.
Lavorate sempre in sicurezza durante l'esecuzione di questo test, e se i casi lo necessitano fatevi seguire da un amico o da un istruttore, in modo da non rimanere sotto qualche bilanciere.
Il numero di ripetizioni che sarete riusciti ad eseguire al 70% del carico massimale sarà importante e determinerà il vostro livello ipertrofico, la capacità di lavorare in un ambiente e per tempo ipertrofico.

Attenzione alle valutazioni, perché se un powerlifter eseguisse il test probabilmente eseguirebbe poche ripetizioni, in quanto è sprovvisto dei meccanismi energetici-metabolici per lavorare per un tempo di lavoro così lungo, non è abituato a lavorare ad un'intensità del genere e non è preparato a recuperi così brevi. La stessa cosa può succedere ad un soggetto dedito ai lavori di resistenza, che si è resistente, ma a questa intensità non riuscirebbe ad esprimerla, e le sue ripetizioni non sarebbero così numerose. Il test comunque non mentirebbe, in quanto questi soggetti non predispongono di qualità ipertrofiche primarie. Anche nei soggetti considerati hard-gainer (duri a crescere e poco ipertrofici) ho osservato una scarsa capacità a lavorare in questo range di lavoro,
I migliori in questo risultano essere atleti e soggetti con una buona espressione di forza (70% RM) e ottime capacità di resistere all'acido lattico, ma soprattutto protrarre queste qualità nel tempo.

Il test è a carattere empirico, si basa su esperienze da campo e su un numero sempre più alto di soggetti sui quali è stato testato. Il numero di ripetizione può dare un giudizio sul grado di espressione di forza ipertrofica protratta nel tempo, ed è un ottimo modo per valutare gli allenamenti e il proprio livello ipertrofico.

Tabella di valutazione del livello ipertrofico

Il test è stato eseguito su un campione di 71 soggetti di sesso maschile, di età compresa tra i 18-49 anni, con almeno un anno di esperienza d'allenamenti, senza ambizioni agonistiche e senza assunzioni di farmaci. L'utilizzo dei macchinari (chest press, vertical traction, pressa) anziché l'utilizzo di esercizi a pesi liberi aumenta di un 15-20 % i parametri di valutazioni. (Miletto, 2006)
Esempio pratico su come procedere durante una seduta di test

Complesso muscolare testato: Petto (pettorali, spalle, tricipiti);
Esercizio scelto: distensione alla panca piana con bilanciere;
Ricerca del massimale nell'esercizio scelto: è possibile determinare il massimale sia in modo diretto (ricerca pratica del carico che può essere sollevato solamente una volta) che in modo indiretto (tramite l'utilizzo di tabelle o formule di riferimento);
Esecuzione del test dei 30 minuti con il 70% del massimale: eseguire il maggior numero di ripetizioni, utilizzando sempre la tecnica corretta;
Valutazione: posizionare il numero di ripetizioni eseguite nella tabella di riferimento e trarre il giudizio sul livello di forza ipertrofica.
Il test è molto stimolante ed è un ottimo modo di allenarsi autovalutandosi. La settimana dedicata al test dei 30 minuti sarà molto dura e vi darà importanti informazioni sul vostro livello di forma. Se ripeterete il test nei mesi successivi e se vi sarete allenati per aumentare il vostro livello di ipertrofia non potrete che innalzare il numero di ripetizioni eseguite e aver aumentato anche la vostra massa muscolare.
Non a senso eseguire il test dopo dei mesocicli di forza, il numero di ripetizioni non aumenterebbe e sarebbe più basso del previsto.
Il test è specifico per la forza ipertrofica e non è indirizzata a testare la forza massima o altre qualità muscolari (resistenza, potenza, velocità, ecc..).

Invito chiunque decida di fare il test di inviarmi i valori di ripetizione che ha eseguito, abbinando le misure antropometriche (età, peso, altezza, circonferenza petto, vita, braccio, glutei, coscia) in modo da ampliare la casistica, e rendere il test sempre più attendibile.
Alcune impressioni di persone che hanno eseguito il test (colleghi personal trainer e clienti a cui l'ho sottoposto):
Cesare, psichiatra, livello ipertrofico buono: "passata una settimana ho ancora tutto il corpo indolenzito, oltre ad essere stato un test è stato anche un ottimo allenamento...Finalmente mi sono reso conto a che punto sono. Non sapevo a cosa andavo incontro, ma ora so cosa vuol dire lavorare per 30 minuti senza sosta…Il work out più intenso della mia vita…Un massacro!"
Claudio, personal trainer, livello ipertrofico ottimo: "Ogni volta che Umberto ha qualcosa in testa bisognerebbe allontanarsi, se no si finisce sempre per fare le cavie. Lo preso come un allenamento diverso, e alla fine sono stato valutato (anche bene direi!)…Intenso e molto motivante!"
Marco, studente, livello ipertrofico ottimo: "stavolta si è superato! Mai provato nulla di così devastante!Arrivi alla fine del test distrutto e sfinito, ti senti enorme e i muscoli hanno un pompaggio mai visto prima, il bello è che il pompaggio si sente anche nei giorni successivi…senza parlare dei DOMS! Voto ottimo!…"
Gianni, ballerino, livello ipertrofico buono: "non vedo l'ora che passino due mesi per poterlo rifare, e guai a non superarsi! Stimolante al massimo, sei li che vuoi fare ancora una ripetizione ma non puoi perché il peso si ferma e diventa insormontabile! Che sudata e che bella fatica! Grande invenzione, adesso so a che livello sono e cosa devo fare per superarmi: solo più ripetizioni!"
Enrico, studente, livello atletico discreto-buono: "Novità super motivante, che sfide in palestra! Tutti a chiedere cosa stessi facendo, e poi l'hanno provato tutti con grande soddisfazione e tante smorfie di dolore…Forse gli saranno fischiate le orecchie! Immaginavo fosse un lavoro duro, ma non fino a questo punto. I valori sono stati significativi e hanno dimostrato quello che si vede, carenza nelle gambe (meno ripetizioni) e molta più capacità a lavorare a questa intensità in quei gruppi muscolari più sviluppati (petto e dorso)."
Bibliografia consultata
1. W.L.Kraemer et al., Progression models in resistance training for healthy adults - Medicine and Science in Sports and Exercise 34: 364-380, 2002.
2. Bisciotti G. N., Teoria e Metodologia del movimento umano, Teknosport libri, Ancona, 2000
3. Jack H. Wilmore, David L. Costill, Fisiologia dell'esercizio fisico e dello sport, Calzetti Mariucci Editori - Ponte San Giovanni (Pg) 2005.
4. Ploutz-Snyder L.L., Convertino V.A., Duddey G.A. Resistance exercise-induced fluid shifts: change in active muscle size and plasma volume. American Journal of Physiology, 269, R536-R543, 1995.
5. Dudley G.A., Tesch P.A., Miller B. J., Buchanan P., Importance of eccentric actions in performance adaptation to resistance training. Aviation, Space and Enviromental Medicine, 62, 543-550, 1991.
6. Hather B. M., Tesch P. A., Buchanan P., Dudley G. A., Influence of eccentric actions on skeletal muscle adaptation to resistance training. Acta Physiologica Scandinavica, 143, 177-185, 1991.
7. Bisciotti G. N., Belli A., Lacour JR, A simple method for evaluating maximal force in bench press. International Conference on weightlifting and strength training. Lathi, Finland, 1998.
8. Bisciotti G. N., Iodice P.P., Sagnol J. M., Necchi P., Force-velocity relationship and power production during load frictioned sprint. Journal of Applied Biomechanics, 1999.
9. Tudor O. Bompa, Periodization Training for Sports, Human kinetics, York University
10. Cometti G., Les methodes modernes de muscolation, UFR-STAPS, Universitè de Bourgogne, Dijon, 1998.

AVVERTENZA: le informazioni contenute in questo articolo sono basate su esperienze personali e non intendono sostituirsi in nessun modo a parere medico o di altri specialisti. L'autore declina ogni responsabilità di effetti o di conseguenze risultanti dall'uso di tali informazioni e dalla loro messa in pratica. L'allenamento con sovraccarichi può causare infortuni, si consiglia pertanto di prestare la massima attenzione e di eseguire esercizi e metodologie adatte al proprio livello di forma. Consultare il proprio medico di fiducia prima di intraprendere qualsiasi forma di attività fisica.


Dott. Umberto Miletto
www.studiomiletto.com


 
 
Arriva il caldo! L'importanza delle Vitamine e Minerali
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VITAMINE, MINERALI E RENDIMENTO



Il lavoro della nutrizione è costruire un corpo migliore, attraverso un'alimentazione mirata al raggiungimento della performance ottimale.
Molte persone, nonostante tutto, sono spesso carenti di alcuni nutrienti in relazione alle necessità che emergono dal loro allenamento.

Molti medici conservatori e dietologi continuano a spingere il mito della buona dieta mista come ottimale per tutti, che errore!
Per contro ci sono i cosiddetti "guru" degli integratori che parlano di infinite variazioni e combinazioni di vitamine e minerali come carburante ergogenico esplosivo.
Toglietevi dalla testa nozioni idiote. Il cibo non può provvedere alle vitamine e ai minerali sufficienti per coprire la domanda di un esercizio intenso. Bisogna utilizzare dei supplementi.
Ma state attenti, assumere le vitamine e i minerali al di sopra dei livelli sufficienti per ottimizzare il metabolismo, la crescita dei tessuti e il loro mantenimento fa accelerare solamente il flusso dei guadagni dei produttori di integratori.
Non mettete in bocca niente che non sia consono al proprio piano individuale, non serve a niente ingurgitare pillole e polveri a caso. Il programma dietetico va studiato in base alle proprie caratteristiche e occorrono mesi prima di vedere dei risultati.
Il miracolo avviene centrando il proprio fabbisogno di nutrienti con la biochimica e l'allenamento, e associando alla miscela una dose giornaliera di sano sudore.

Il primo passo è sempre quello di valutare la propria riserva di vitamine e minerali, prima di ingerire qualsiasi supplemento. Il sovraccarico è spesso più dannoso alla prestazione che una loro mancanza.

Un altro punto focale è: ignorate le pubblicità a scopo di lucro che girano sul mercato! Come l'accelerazione del rendimento da vanadio, l'aumento dei livelli di testosterone da parte del boro o gli effetti anabolizzanti dello yohimba, ecc..
Se controllate testi scientifici, vi accorgerete che sono tutte menzogne, se ascoltate la pubblicità non andrete mai da nessuna parte!

Al contrario lasciate che la scienza sia la vostra guida.
Se farete le cose per bene e vi allenerete correttamente, sarà più facile ottenere il corpo che avrete sempre desiderato, e i sogni diventeranno realtà…






Tratto da : Optinum Sport Nutrition, Dr M. Colgan, Ed. Sporting Club Leonardo Da Vinci1996.






Dott. Umberto Miletto
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La storia dei Kettlebell
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La storia dei KETTLEBELL


Il kettlebell è un attrezzo antichissimo, addirittura si presuppone che possa risalire a circa 2000 anni fa. Sembrerebbe che sia in Egitto, sia in estremo Oriente siano state ritrovate alcune tracce di strumenti che, se pur in maniera molto rudimentale, potessero ricordare, in qualche modo, la forma e il funzionamento dell'attrezzo che è arrivato fino ai giorni nostri.
Le “Giye”, questo è il più antico nome dei nostri kettlebells, sembra abbiano preso tale denominazione proprio dal fatto che alcuni monaci utilizzassero proprio delle giare, adeguatamente preparate per sopportare il peso di un riempimento, colmandole di terra e sabbia, per condurre esercitazioni di potenziamento muscolare. Ovviamente, per quanto molti riscontri possano condurre a queste deduzioni, non possiamo avere certezza che questa sia l'assoluta verità. Invece, certo è che nel 1704, all'interno di un dizionario russo, è stata ritrovata la presenza del termine kettlebell, che necessariamente ne determinava l'esistenza.
L'attrezzo, anche denominato “Handbell” data la forma a campana ed il suo utilizzo, nel secolo XIX è arrivato alla sua massima notorietà, proprio in Russia, in concomitanza del primo sviluppo della cultura fisica. Il fenomeno, ai tempi, iniziava a divenire di massa, per alcune esibizioni che venivano tenute in piazza da atleti e lottatori del periodo. Data la duttilità, praticità e funzionalità, presto tali attrezzi vennero utilizzati come unico strumento di allenamento sia militare, sia a livello scolastico.
Da qui a poco, sarebbero state inventate e codificate delle vere e proprie competizioni sportive, dove i gareggianti si potevano misurare l'uno contro l'altro in tre specialità ben distinte, che nelle loro denominazioni sono giunte fino ai giorni nostri. In particolare, si parlava già di strappo ad un braccio oppure Snatch, di Jerk e Long Cycle.
Storicamente viene datata 1948, la prima competizione ufficiale dei Girevoy sport. La sfida prevedeva esecuzioni da condurre più a lungo possibile nel tempo, con handbell da sedici, ventiquattro e trentadue kg.
Tali gare si svolgono ancora oggi, seppure con specifiche leggermente diverse; le specialità rimangono quelle già previste ai tempi in cui sono state inventate, ma oggi il tutto si sviluppa in un tempo limite prestabilito, all'interno del quale l'atleta deve eseguire il maggior numero di ripetizioni che è in grado di sostenere.
L'utilizzo delle Gyrie negli anni ha ceduto il passo a quelli che sono le attrezzature classiche da allenamento, come manubri, bilancieri e macchine isotoniche, in particolare nei paesi dell'Ovest europeo. I paesi dell'Est, invece, sono molto legati ai Kettlebell, vuoi per la mancanza di spazi attrezzati adeguatamente, vuoi per l'esigenza di abbattere i costi, vuoi per l'efficacia e il riscontro di risultati che gli handbell permettono di conseguire.
Atleti di ogni livello e scuole militari hanno sposato questa causa per aumentare forza, resistenza e flessibilità, in modo rapido, funzionale, duraturo. Inoltre, sempre per restare ai nostri anni, ritroviamo l'utilizzo dei Kettlebell in alcune prove detti “strongest men”, atleti che si misurano in gare di forza con strumenti rudimentali e non con i classici manubri e bilancieri.
Attualmente l'attrezzo di cui stiamo iniziando a trattare, è usato anche dai corpi speciali del servizio segreto americano, per effettuare una selezione e determinare l'idoneità dei soldati aspiranti al farne parte. Il test consiste nell'eseguire quante più ripetizioni possibili di snatch con un attrezzo da ventiquattro kg in un tempo prestabilito, che normalmente è fissato in dieci minuti.
Molte esercitazioni, inoltre, sono utilizzate in preparazioni atletiche di sport da combattimento ed arti marziali, per rinforzare il tronco e nello specifico il Core per abituarlo ad impatti diretti, ma anche al sopportare, con la pressione interna dell'addome, compressioni, date da eventuali prese degli avversari, e far così fronte a stati di asfissia e difficoltà respiratoria, che possono condizionare i tempi di gara. Questa disciplina da la possibiltà di avere un riscontro molto più elevato dal punto di vista degli stimoli che propone in una seduta di allenamento.
E' richiesta non solo una forte espressione di capacità fisica, ma anche grande controllo, abilità e destrezza.
Gli adattamenti del fisico sono eclatanti, per la velocità con cui si verificano e per la durata che hanno nel tempo ed è per questo che i Kettlebells, lentamente, stanno ritornando sotto le luci della ribalta. Ma allo stesso tempo, sanciscono la vera separazione tra chi ha una vera e sana motivazione nell'allenamento dal semplice praticante.
I master trainer RKC, insegnanti dell'unica scuola internazionale riconosciuta della pratica dei Kettlebells, parlano spesso di “Hard style training”, per sottolineare quanto questa pratica sia impegnativa sotto tutti i punti di vista.
Se con l'allenamento con i manubri e bilancieri, la fatica è determinata dagli attrezzi e dai carichi selezionati, con le Gyrie, possiamo dire che si ha un capovolgimento dello schema, ed è l'uomo, con il suo movimento, che determina l'intensità del suo allenamento e l'attrezzo darà quanti più riscontri, tanto più saranno gli sforzi profusi nella pratica dell'esecutore.
Molta concentrazione, molto spirito di sacrificio e voglia di migliorare sono necessari, ma tale impegno, sarà ampiamente ripagato dagli obiettivi che verranno conseguiti

Omar Capuzzo
(istruttore RKC italiano)

Luigi Massone Personal Trainer


 
 
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